Medici neozelandesi: “Si indaghi per omicidio sui decessi causati dal vaccino Covid-19”

28/07/2022 - Il gruppo “New Zealand Doctors Speaking out With Science (NZDSOS)” ha pubblicato una lettera aperta in cui si chiede un’indagine esaustiva sull’ondata di decessi avvenuti in Nuova Zelanda tra i “completamente vaccinati” per il coronavirus di Wuhan (Covid-19). Secondo il gruppo di professionisti, c’è un “aumento scioccante di morti e lesionati in seguito al vaccino Covid-19, di per sé e rispetto a qualsiasi altro trattamento o vaccino nei tempi moderni. Riportiamo molti casi che richiedono un’indagine adeguata, come si addice a qualsiasi farmaco privo di studi sulla sicurezza”, si legge ancora nell’abstract della lettera. L’NZDSOS afferma che i sistemi di sorveglianza del Paese, che altrimenti avrebbero potuto rilevare queste lesioni e questi decessi, sono stati disattivati “per nascondere l’entità dei danni”.

“La segnalazione degli eventi avversi non è obbligatoria, e questo fatto da solo mina qualsiasi tentativo di dipingere le inoculazioni come sicure”, spiega ancora il gruppo di dottori. Le morti post-iniezione di vaccino sono l’elefante nella stanza che nessuno vuole vedere. Forse, il dato più preoccupante è il gran numero di bambini piccoli che, dopo l’iniezione, soffrono di lesioni cardiache che un tempo si verificavano solo tra gli anziani, sebbene anche molti anziani siano misteriosamente morti dopo l’iniezione. Dato che i bambini hanno un rischio pari allo zero di morire a causa del “Covid”, e bassissimo di ammalarsi, il fatto di colpirli è probabilmente il peggior crimine contro l’umanità che si sia verificato nei tempi moderni.

A metà della lettera, viene presentato un lungo elenco di casi che dimostrano che le lesioni e le morti post-iniezione sono tutt’altro che “rare”. Sono inquietantemente e ovviamente comuni se si guardano i dati, anche se pochi hanno il coraggio di guardarli. Nella lettera è incluso un riepilogo di circa 500 decessi post-iniezione, registrati nel Citizen’s Database. Un gruppo di volontari con esperienza nel campo della sanità, dell’informatica e della scienza contribuisce alla sua elaborazione con il supporto di professionisti epidemiologi e statistici. “Qualunque sia la verità effettiva, l’NZDSOS e molti altri sono certi che il numero reale di morti e feriti sia molto elevato e non sia stato reso noto al pubblico, che continua così a vivere nel sonno della ragione e costretto ad un trattamento che è molto più pericoloso della malattia che pretende di prevenire, soprattutto per i giovani”.

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